Sempre più laureati a spasso!

Scritto da Manuela il 26 marzo 2010.

E’ già, è proprio questa la triste conclusione alla quale conduce il dodicesimo rapporto sulla condizione occupazionale fornito da  AlmaLaurea. Pare proprio che la laurea, indipendentemente dalla sede e dal corso di studi scelto, non porti il valore aggiunto che si desidererebbe (e auspicherebbe dico io) alla fine di un lungo e costoso percorso di studi.

L’indagine è stata svolta su 210 mila ragazzi che hanno terminato il loro percorsi di studi nel 2008.
Questi i risultati del tasso di disoccupazione:

-  per i laureati di 1° livello è passato dal 16,5% al 21,9%
-  peri laureati di 2° livello è salito dal 13,9% al 20,8%
-  per le lauree a ciclo unico è incrementato dal 8,9% al 15%

Un dato importante è il tasso di occupazione ad 1 anno dalla laurea pari al 62% per i laureati di primo livello e al 45,5% a quelli di secondo. Pare quasi che siano avvantaggiati coloro che hanno studiato un pò meno ma che si affacciano sul mercato del lavoro in età giovanissima e che per questo motivo possono essere più facilmente inseriti con contratti che prevedono formazione sul campo.

Una delle possibili cause di un livello di disoccupazione così elevato tra i neolaureati può essere attribuita alla bassa percentuale di finanziamenti destinati alla ricerca (pari all’1,2% del PIL) e all’istruzione universitaria (pari allo 0,8 del PIL).

Calano non solo le richieste provenienti dal mondo del lavoro ma anche gli stipendi offerti ai neolaureati!
per chi ha conseguito da circa 1 anno la laurea di primo livello il suo stipendio netto si aggira sui 1.109 euro mensili ( – 2% rispetto alla precedente rilevazione), mentre di poco inferiore quello di chi ha conseguito una laurea specialistica, 1.057 euro ( – 5% ) ed è circa 1.110 per le specialistiche  aciclo unico (-3%).

Non si può di sicuro essere felici di questa immagine sociale fornita da AlmaLaurea, che sembra dimostrare come in Italia abbia, ancora, un peso maggiore avere un diploma e più esperienza sul campo lavorativo, rispetto ad un titolo di studio di livello superiore che fa affacciare i non più giovani sul mondo del lavoro con tanta teoria e poca pratica.

Si studia tanto ma si esci incapaci di essere già operativi per la professione per la quale abbiamo ottenuto il titolo e non solo..sono convinta anche dell’idea che il numero di laureati in uscita in questi ultimi anni sia davvero molto elevato…troppo buonismo e abbassamento del livello di preparazione di chi si laurea.

Questo ovviamente è un mio personale parere.

Fonte: Corriere della sera – Più disoccupati tra i laureati e gli stipendi sono «leggeri»

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