Sofferenza sul lavoro

Scritto da Manuela il 18 marzo 2010.

Sono sempre di più le persone che accusano diturbi psichici, la causa? stress e cattive relazioni sul luogo di lavoro, luogo in cui si trascorre l’80% della nostra giornata.

Questo è il dato che emerge da una recente ricerca condotta dall’Ispesl, Istituto per la prevenzione e la sicurezza del lavoro.

I ritmi di lavoro che richiedono di essere e di dare continuamente il massimo, ricoprire ruoli poco gratificanti per i quali ci riteniamo sottovalutati o al contrario la paura di non essere all’altezza della prestazione lavorativa richiesta diventa fonte di stress e di ansia che ricade inevitabilmente sulla nostra salute mentale.

I dati confermano che il lavoro è considerato un fattore di richio per 10 milioni di italiani e per 4 milioni e 58 mila di questi un fattore di rischio per l’equilibrio psichico.
Dato preoccupante che ben 2 milioni e 797 mila persone attribuiscono al lavoro le cause dei propri problemi di salute.

Là dove  c’è un divario tra aspettative e realtà, sembra che questo pesi maggiormente nella fascia di età tra i 35 e i 44 anni mentre fobie, ansia e depressione sono le aree in cui sfocia il malessere percepito.

Ma cosa fare?

di questo e di molto altro si è parlato il 16 Febbraio nel corso della “XI Giornata nazionale di informazione sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro”, che si è posta come obiettivo quello di coinvolgere dipendenti e datori di lavoro in azioni volte al benessere lavorativo così come di diffondere buone pratiche al lavoro e stili di vita sana.

La manifestazione è anche stata l’occasione per presentare la nuova campagna europea ” XI Giornata nazionale di informazione sulla promozione della salute nei luoghi di lavoro “Work. In tune with life”  (lavorare in sintonia con la vita)a cui l’ISPESL collabora nel ruolo di Ufficio Nazionale di Contatto (NCO) del network europeo per la “Promozione della Salute nei luoghi di lavoro”.

Proprio per il ruolo che ricopre, l’Ispesl sta cercando di coinvolegere aziende, enti istituzionali e gli stakeholder provenienti dai settori produttivi del Paese con l’intento di favorire il dialogo sociale.

Sicuramente l’ottimizzazione e il miglioramento della qualità di vita lavorativa dovrebbero essere un obiettivo perseguito dall’azienda..ma quanto ciò è vero nel nostro paese?vi invito a dare un’occhiatina alle recensioni presenti su LavoriamociSu e a dire voi la voi la vostra!

Fonte: ISPESL

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