Dossier Programmi politici e Lavoro: PDL

Il programma del PDL consta di un documento di 36 pagine pubblicato a gennaio 2013 sul sito ufficiale del partito (http://www.pdl.it/).
Il PDL è stato l’ultimo partito a pubblicare il suo programma elettorale ed appare evidente analizzandolo come abbia preso spunto da programmi di altri partiti e movimenti per strutturare la propria proposta programmatica.
Il programma del PDL è vario e articolato e offre anche spunti di interesse.
Come per altri partiti però, ci sono alcune zone d’ombra, sopratutto per quanto riguarda dati, numeri e azioni specifiche da attuare.
Il programma ha una sezione lavoro a pag. 16 denominata “DALLA PARTE DELLE IMPRESE, DALLA PARTE DEL LAVORO” che si occupa per l’appunto di imprese e lavoro: anche in altre due sezioni del programma si discute di lavoro, ma questa è la parte predominante dove il partito di Berlusconi propone le sue ricette per rilanciare il travagliato panorama lavorativo e imprenditoriale Italiano.
Ma andiamo ad analizzare punto per punto il programma del PDL sul tema del lavoro.
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Esodati, vorrei andarmene ma non posso…

Esodati non è il titolo di un nuovo film italiano, ma la situazione in cui si trovano molti lavoratori prossimi alla pensione, in Italia. Il primo problema che li riguarda è il loro numero esatto. Per decreto, il governo ne ha censiti 65.000. Le prime stime dell’Inps contavano 130.000 esodati, una cifra fonte di polemiche con il governo; i sindacati li stimavano in 300.000. Gli ultimi dati dell’Inps, del 13 gennaio 2013 hanno alzato la quota a 390.000, di cui solo 140.000 tutelati dal decreto del governo.

 Sono persone che hanno dato le dimissioni in cambio di un incentivo economico nell’attesa di raggiungere l’età della quiescenza. La riforma delle pensioni del ministro Elsa Fornero li ha relegati in una sorta di limbo, da quando 62 anni è divenuta l’età minima per lasciare il lavoro.

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Dossier Programmi politici e Lavoro: Con Monti per l’Italia

L’ex presidente del consiglio non si è ancora ufficialmente candidato a premier per le prossime elezioni politiche nazionali ma sta già facendo campagna elettorale appoggiato dalla colazione UDC, FLI e Italia Futura di Montezemolo.
Questa coalizione in passato ha preso il nome (provvisorio) di “Agenda Monti“, in questo momento si chiama ufficialmente “Con Monti per l’Italia“.
L’agenda Monti è un documento di 25 pagine pubblicato a Dicembre 2012 sul sito “http://www.peragendamonti.it” ormai diventato il punto di riferimento per chi intende appoggiare questo movimento; in questo portale oltre all’Agenda Monti i sostenitori del Professore possono pubblicare le proprie idee e proposte programmatiche che possono quindi essere votate dagli altri partecipanti.
Un pò quello che fa il M5S da qualche mese.
Inoltre sul portale vi sono due post dello staff di Monti in cui si parla esplicitamente di temi inerenti il Lavoro.
Andiamo ad analizzare i contenuti del programma e delle proposte dei sostenitori dell’agenda Monti riguardo il tema del lavoro.

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Donne, lavoro, maternità

Uno dei talloni d’Achille dell’Italia è la disparità tra il lavoro maschile e quello femminile.

Comincia subito dopo l’università, nella quale le ragazze sono mediamente più brave dei ragazzi, perché si laureano prima e con voti più alti. La loro busta paga è mediamente inferiore del 37% rispetto a quello dei loro colleghi uomini, anche per i livelli dirigenziali (fonte: http://www.repubblica.it/economia/2012/06/04/news/stipendi_donne-36503746/).

Esaminiamo due delle cause che limitano la presenza femminile nel mondo del lavoro: il congedo parentale troppo penalizzante per le donne e la mancanza di asili nido.

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Dossier Programmi politici e Lavoro: Fare – Fermare il Declino

Fermare il declino è un movimento liberista creato e diretto da alcuni economisti Italiani della corrente della Scuola di Chicago.
Il leader del movimento è Oscar Giannino, economista e giornalista.
Il movimento si è trasformato in un partito, Fare, per poter partecipare alle elezioni nazionali del 2013.
Il movimento non ha un vero e proprio programma ma un manifesto ed un documento programmatico formato da 10 punti in cui i temi dell’economia e del lavoro hanno una parte preponderante.
Fare – Fermare il declino si promuove attraverso il proprio portale (http://www.fermareildeclino.it), i propri canali social ed attraverso una serie di eventi e manifestazioni in cui spiega ad una platea di persone le proprie proposte per “fermare il declino” dell’Italia.
Andiamo ad analizzare i punti sul lavoro.

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Dossier Programmi politici e Lavoro: il M5S

Il M5S ha un programma politico che consiste in un documento pdf di 15 pagine in cui sono elencati, come in una checklist, tutti i punti di maggiore interesse che verranno trattati dagli amministratori eletti del M5S.
E’ un programma unico, che viene utilizzato sia per le amministrazioni locali sia per quella centrale e nazionale.
Ad oggi (18 dicembre 2012) non esiste un programma politico esclusivamente nazionale.
Il programma del M5S è consultabile presso il blog del suo leader, Beppe Grillo, al seguente indirizzo: http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf
L’unico punto di riferimento per mettersi in contatto con il movimento è il blog del leader e portavoce del movimento, Beppe Grillo (http://www.beppegrillo.it/movimento/), inoltre questo sito è la sede ufficiale (anche se virtuale) del movimento.

Ma cosa c’è scritto nel programma a proposito del tema del lavoro?

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Dossier Programmi politici e Lavoro: il PD

Le elezioni politiche sono alle porte, dopo le dimissioni di Monti la situazione politica Italiana si è fatta caotica e incredibilmente poco chiara. Si parla troppo spesso di candidati e coalizioni e troppo poco di programmi politici.
Abbiamo deciso di vederci chiaro.
Da oggi inizieremo un dossier che analizza e cerca di comprendere come i vari partiti affrontino il tema del lavoro nei loro programmmi politici (quando li hanno ovviamente).
Vogliamo capire bene come intendono affrontare disoccupazione, esodati, cuneo fiscale, stipendi sotto la media Europea, forte precarizzazione del lavoro.
Leggeremo e analizzeremo la sezione “Lavoro” dei loro programmi politici e cercheremo di fornirvi un resconto breve, semplice e sintetico, cosi, per capire meglio le idee di chi cerca il nostro voto.
Perchè vogliamo capire come intendono affrontare un tema importante come quello del lavoro.
Fondamentalmente il nostro futuro.
Oggi inizieremo con il programma del PD, o meglio quello di Bersani il vincitore delle primarie.
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Novità del portale LavoriamociSu e modalità di partecipazione al progetto

Buongiorno a tutti,
tramite questo annuncio vorremmo illustrarvi alcune novità del portale LavoriamociSu e parlarvi di come possiate contribuire a renderlo migliore.
LavoriamociSu è un portale che vuole aiutare i lavoratori a trovare lavoro e ad avere maggiori informazioni sulle aziende dove lavorare: tramite le recensioni degli utenti si possono avere informazioni su ambiente di lavoro, rapporto work/life, retribuzioni, carriera, valori, comunicazione, tutte
informazioni che non potremmo avere altrimenti se non da chi ha lavorato realmente in quelle aziende.
Il nostro motto difatti è: Vi aiutiamo a trovare la migliore azienda in cui lavorare!
Ecco perchè vogliamo che LavoriamociSu sia sopratutto il VOSTRO portale. Il portale di questo gruppo.
Se avete suggerimenti, idee, proposte su come migliorarlo inviatele pure, saremo assolutamente lieti di collaborare assieme a voi per rendere LavoriamociSu il miglior portale per utenti e aziende.
E sarete voi a renderlo tale con i vostri suggerimenti e le vostre proposte.
Scriveteci all’indirizzo info@lavoriamocisu.it o inserite la vostra idea nella sezione “Idee” dell’azienda LavoriamociSu, tramite questo indirizzo http://bit.ly/U49Zh7, le vostre idee saranno prese in seria considerazione e saranno i mattoni con cui costruiremo e miglioreremo il portale.
E se volete davvero sostenere LavoriamociSu invitate i vostri amici e conoscenti a iscriversi al portale, inserire recesioni anonime, iscriversi al nostro gruppo linkedin, inserire discussioni e partecipare alle altre con i loro commenti.
La vitalità del portale e dei canali social sono la linfa vitale del progetto.
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Lavoro: le parole per non dirlo

Il fenomeno è iniziato qualche anno fa, quando nelle aziende si è cominciato a parlare di Risorse Umane piuttosto che di Personale. Le persone ridotte a oggetti, merce di scambio, pezzi di ricambio. Un oggetto è più gestibile di una persona, si può usare, manipolare, gettare via quando non serve più o diventa vecchio. Ancora più di recente il termine è stato sostituto dall’espressione HR, acronimo inglese per indicare Human Resources, un perfetto esempio di inglesorum, che fa tanto internazionale sul curriculum o sul profilo Linkedin dei selezionatori, che spesso non spiccicano una parola d’inglese.

L’inglesorum, moderna versione del latinorum di manzoniana memoria, infatti ha preso piede nelle aziende, dove si parla di mission, di vision, spesso per coprire il vuoto di idee e progetti al loro interno. Basta poi leggere certi annunci, che abbondano di termini inglesi, da manager ad account ad analyst, tutti termini spesso usati a sproposito. Get the whole story »

Dossier – Il Cuneo fiscale in Italia e in Europa

Negli ultimi anni in Italia si è assistito ad un fenomeno di contrazione economica che ha letteralmente distrutto i capitali delle famiglie: mentre negli ultimi anni l’inflazione è continuata a salire, gli stipendi degli Italiani sono rimasti sempre gli stessi ed anzi, a causa di precarizzazione del lavoro, disoccupazione e cassa-integrazione dilagante, le famiglie stanno erodendo significativamente i propri risparmi.
Una situazione insostenibile nel medio-lungo periodo.
Ma il problema in Italia non è solo questo, in tutto ciò hanno un ruolo importante le tasse.
Sono tante, troppe e incidono fortemente sia sulle aziende che sui lavoratori.
Soprattutto nel settore del lavoro dove siamo tra i primi in Europa quanto a tassazione:  secondo il rapporto 2011 dell’OCSE l’Italia è caratterizzata da un’incidenza degli oneri fiscali e contributivi a carico di lavoratori e imprese italiane pari al 47,6% del costo del lavoro.
Ma cos’è il cuneo fiscale? E perché potrebbe aiutare le famiglie e i lavoratori Italiani a contrastare gli effetti negativi di questa crisi?
In parole povere, ad avere più soldi alla fine del mese?
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